La rete BioSlow, le Associazioni La Via Aleramica, l’Osservatorio per il Paesaggio la Prima Langa, il Parco Culturale Alta Langa, congiuntamente aderiscono alla GIORNATA NAZIONALE DEI DISTRETTI DEL CIBO, organizzata dalla Consulta Nazionale dei Distretti del Cibo per il prossimo 18 giugno e annunciano la costituzione del Comitato Promotore del Distretto del Cibo BioSlow dell’Alta Langa Ligure Piemontese. Una scelta emersa dopo un periodo di confronto tra diverse associazioni presenti nel territorio, che oggi intendono compiere un ulteriore passo in avanti per definire un progetto di valorizzazione del territorio. Siamo in zona di confini: confini geografici, il mare e i monti, confini amministrativi, dove convergono due regioni, Piemonte e Liguria, con rispettivamente tre e due province, confini politici, considerato che qui si intersecano i territori di due stati, l’Italia e la Francia. Siamo anche ai confini di territori più conosciuti, turisticamente parlando, le zone costiere, Liguria e Costa Azzurra da una parte, le Langhe albesi e il Monferrato, dall’altra parte.
L’Alta Langa Ligure – Piemontese è un territorio forse meno conosciuto di quelli vicini più noti, ma che ha tutte le caratteristiche per proporsi come meta per un turismo slow, lontano dalle esperienze turistiche di massa e dallo sguardo frettoloso, adatto alle nuove abitudini che sono maturate con la pandemia, facilmente raggiungibile dalle città di Torino, Milano, Genova. Un “territorio da gustare” e di cui “godere”, su cui investire per farlo conoscere nella sua qualità paesaggistica e produttiva. Un territorio costituito da piccoli borghi, di un’agricoltura contadina di eccellenze, dal vino alle nocciole, dalla zootecnia alla cerealicoltura, che pratica la policoltura per scelta conveniente. Un territorio di comunità tenaci che vogliono recuperare le loro identità storiche, simili nelle loro differenze, che vogliono trasformare la difficoltà di essere “terre di confine” in occasione di rinascita e ripartenza.
Il Distretto del Cibo è lo strumento individuato per promuovere lo sviluppo sostenibile del territorio, la coesione e l’inclusione sociale, per favorire l’integrazione tra attività caratterizzate da prossimità territoriale, per garantire la sicurezza alimentare, promuovere l’agricoltura biologica e contadina, diminuire l’impatto ambientale delle produzioni, ridurre lo spreco alimentare e salvaguardare il territorio e il paesaggio rurale attraverso le attività agricole e agroalimentari.
Ancor più il Distretto è uno strumento strategico per favorire sinergie e collaborazioni tra settori economici diversi, a partire dall’integrazione tra il settore agroalimentare con le attività della ristorazione, del turismo e dell’accoglienza, che possono convenientemente collaborare nella direzione di un comune interesse per la crescita sostenibile del proprio territorio.
Con il progetto del Distretto del Cibo ci proponiamo di coniugare “ecologia ed economia” per ottenere una sostenibilità complessiva, ambientale, sociale ed economica. Al centro dell’attenzione è posto il “territorio” con le sue risorse, le sue peculiarità, le sue istituzioni, i soggetti economici e sociali che lo caratterizzano e lo animano. L’agricoltura e il cibo vengono assunti come riferimenti indispensabili per adottare nuovi modelli economici e culturali, capaci di garantire a tutti una migliore qualità della vita.
Come prima azione, oltre a un percorso di incontri e di animazione del territorio, si procederà a raccontare sulla Mappa delle Meraviglie Italiane le ricchezze agroalimentari, architettoniche, culturali e paesaggistiche della zona. La Mappa delle Meraviglie Italiane è pubblicata sul portale www.sharry.land.